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15 mar 2025

Espropri in Sardegna
pubblicato da: Web Master

Espropri in Sardegna

Nell'estate del 2024, la Sardegna è stata teatro di numerosi espropri territoriali legati a progetti infrastrutturali ed energetici, suscitando preoccupazioni tra le comunità locali. Uno degli interventi più discussi è stato il Tyrrhenian Link, un cavo sottomarino progettato per collegare la Sardegna alla Sicilia e al continente italiano. Questo progetto ha previsto la realizzazione di stazioni di conversione e smistamento nel territorio di Selargius, coinvolgendo circa 17 ettari di terreni agricoli.

Le procedure di esproprio hanno incontrato una forte opposizione da parte dei proprietari terrieri e delle comunità locali. In particolare, a Selargius, i proprietari Mariangela e Benedetto hanno rifiutato di cedere i loro terreni, diventando simbolo della resistenza contro gli espropri in Sardegna. Mariangela ha condiviso la sua testimonianza in un video, esprimendo la sua determinazione nel proteggere le sue vigne dall'esproprio. 

Le proteste hanno visto la partecipazione attiva di comitati locali e cittadini preoccupati per l'impatto ambientale e sociale dei progetti. A Su Padru, area designata per la stazione di conversione, si è formato un presidio permanente per opporsi agli espropri in Sardegna. Le forze dell'ordine sono intervenute per sgomberare i manifestanti, ma la resistenza è proseguita con determinazione. 

Un altro caso significativo riguarda Olbia, dove l'approvazione del nuovo Piano Urbanistico Locale (PUL) ha comportato una serie di espropri per la riqualificazione delle coste. Centinaia di proprietà sono state coinvolte, generando preoccupazioni tra i residenti riguardo alle future trasformazioni del territorio. 

Le comunità locali hanno espresso timori che tali espropri in Sardegna possano compromettere l'identità culturale e l'integrità ambientale dell'isola. La testimonianza di Maria Sias sottolinea l'urgenza di unire le forze contro questi interventi: "Tanti gli espropri in atto. Uniamoci, il tempo sta scadendo. Mi auguro che a Saccargia saremo numerosi e agguerriti".

Le proteste contro gli espropri in Sardegna hanno evidenziato la necessità di un dialogo più inclusivo tra istituzioni e comunità locali. Le preoccupazioni riguardano non solo la perdita di terreni agricoli e aree naturali, ma anche l'impatto socio-economico sulle popolazioni coinvolte. La richiesta principale è quella di una maggiore trasparenza nei processi decisionali e di una valutazione attenta delle reali necessità e benefici dei progetti proposti.

In conclusione, gli espropri territoriali dell'estate 2024 in Sardegna hanno sollevato questioni complesse che richiedono un equilibrio tra sviluppo infrastrutturale e tutela del patrimonio ambientale e culturale dell'isola. Le testimonianze delle comunità locali evidenziano l'importanza di processi partecipativi e condivisi nelle scelte che riguardano il futuro del territorio sardo.